IL BORGO

Otricoli

L’abitato di Otricoli, con la sua odierna conformazione di splendido borgo medievale, sorge da oltre duemila anni su uno sperone roccioso che sovrasta la piana del Tevere e l’Area Archeologica di Ocriculum che si sviluppò in periodo tardo repubblicano.

Il territorio dell’odierno Comune, che con Calvi dell’Umbria è quello più a sud della nostra Regione, comprende la bella frazione di Poggio di Otricoli e alcune strutture di difesa lungo la Flaminia come il Castello delle Formiche.

da oltre duemila anni
Otricoli, un lembo di Umbria a pochi passi da Roma

È proprio grazie alla presenza della via Flaminia, tracciata su preesistenti vie più antiche dal censore Gaio Flaminio Nepote nel 220 a.C., e alla presenza del Tevere e di un porto fluviale – oggi chiamato Porto dell’Olio – che Ocriculum prima, e Otricoli poi, ebbe grande fortuna.

E fu nel periodo alto medioevale che venne edificato il distintivo impianto formato: dal Borgo, coi caratteristici portici lungo la via Flaminia che custodivano locande, taverne e una stazione di posta; e dal Castello protetto da due porte, mura e torrioni.

È proprio dalla Porta Major che si può entrare nel centro storico ricco di edifici che vanno dal medioevo al rinascimento e chiese come quella più importante, la Collegiata di Santa Maria Assunta, che si trova nel punto più alto del colle forse nel luogo dove sorgeva l’antica acropoli e il tempio dedicato alla dea Valentia, il cui antichissimo culto è attestato dalle fonti, e dai ritrovamenti di epigrafi in loco, come caratteristico di Otricoli. 

Il lato opposto che guarda alla valle tiberina è dominato dalla Porta San Severino e da uno splendido panorama che si può godere tutto l’anno. Nel Palazzo Comunale è conservato uno dei due Antiquarium del paese, luogo in cui, attraverso alcuni reperti, è possibile ricostruire l’intera storia di Otricoli.

Il fascino della storia di uno dei borghi più antichi dell’Umbria

Furono probabilmente gli antichi umbri a edificare il primo nucleo abitato individuando l’Ocar (=il monte) – come si ritrova nelle Tavole Eugubine – come sede di un insediamento e un’acropoli che si può forse leggere ancora nelle strutture dei sotterranei della Collegiata Santa Maria Assunta. Alcuni tratti di mura, nella parte che guarda a San Vito si reputano risalire al IV sec. a.C. ma sono: le necropoli, tra cui quella di Cerqua Cupa che parlano di una presenza umana ancora più antica, come la presenza di terrecotte architettoniche o ceramiche sempre nei pressi dell’area di Ocriculum, che datano l’insediamento a un’epoca almeno attorno al VII secolo a.C.

Ocriculum nel periodo romano

La prima attestazione di Ocriculum da parte degli autori classici si ha con Tito Livio che – Ab Urbe Condita – IX, 41, 20 – racconta come, dopo la Battaglia di Bevagna nel 308 a.C. gli otricolani vennero accolti tra gli amici di Roma acquisendo un ruolo fondamentale al confine con l’Umbria e la Sabina e punto di snodo per gli scambi lungo la via Flaminia e attraverso il Tevere attraverso il Porto dell’Olio.

Dopo la guerra sociale Ocriculum, in virtù della lex Iulia venne ascritta alla tribù Arniensis e divenne municipio retto da quattuorviri. I monumenti che si conservano come il Teatro, l’Anfiteatro, le Terme e le Grandi Sostruzioni mostrano una vita fiorente basata soprattutto sui commerci e sull’agricoltura. Come a Narni ne fecero un luogo adatto alla villeggiatura: sappiamo che vi possedeva una villa Milone, amico di Cicerone e la ricchissima suocera di Plinio il Giovane Pompea Celerina.

Fu nel dicembre del 69 d.C. che le truppe di Vespasiano, guidate da Antonio Primo, si fermarono proprio a Ocriculum per festeggiare i Saturnalia.

Il 168 d.C. è una data importante per la tradizione di Otricoli: è la data, secondo una vulgata legata a questo Santo, Vittore di Otricoli viene martirizzato in Siria. Il Patrono di Otricoli si festeggia il 14 maggio e la sera precedente si celebra il suggestivo “Sbarco” presso il Porto dell’Olio che rievoca il ritorno della salma nel suo paese natio. Dalla stessa tradizione è nato l’imperdibile evento di rievocazione Ocriculum AD 168 che, ogni ultimo fine settimana di maggio, fa tornare l’area archeologica al tempo di Marco Aurelio.

Otricoli dovette essere attraversata dagli eserciti dei greci e dei goti tra il 542 e il 552: è in questo frangente che si inserisce la tradizione dell’episodio miracoloso del vescovo di Ocriculum Fulgenzio (co-Patrono insieme a San Vittore) che fermò Totila e salvò l’abitato da sicura distruzione.

Con le invasioni longobarde si ritiene che la città lungo il fiume fu completamente distrutta e preferita a quella in altura che troveremo nei primi documenti col nome di castrum Utricoli solo nel VIII secolo.

da oltre duemila anni
Otricoli, un lembo di Umbria a pochi passi da Roma

È proprio grazie alla presenza della via Flaminia, tracciata su preesistenti vie più antiche dal censore Gaio Flaminio Nepote nel 220 a.C., e alla presenza del Tevere e di un porto fluviale – oggi chiamato Porto dell’Olio – che Ocriculum prima, e Otricoli poi, ebbe grande fortuna.

E fu nel periodo alto medioevale che venne edificato il distintivo impianto formato: dal Borgo, coi caratteristici portici lungo la via Flaminia che custodivano locande, taverne e una stazione di posta; e dal Castello protetto da due porte, mura e torrioni.

È proprio dalla Porta Major che si può entrare nel centro storico ricco di edifici che vanno dal medioevo al rinascimento e chiese come quella più importante, la Collegiata di Santa Maria Assunta, che si trova nel punto più alto del colle forse nel luogo dove sorgeva l’antica acropoli e il tempio dedicato alla dea Valentia, il cui antichissimo culto è attestato dalle fonti, e dai ritrovamenti di epigrafi in loco, come caratteristico di Otricoli. 

Il lato opposto che guarda alla valle tiberina è dominato dalla Porta San Severino e da uno splendido panorama che si può godere tutto l’anno. Nel Palazzo Comunale è conservato uno dei due Antiquarium del paese, luogo in cui, attraverso alcuni reperti, è possibile ricostruire l’intera storia di Otricoli.

Il fascino della storia di uno dei borghi più antichi dell’Umbria

Furono probabilmente gli antichi umbri a edificare il primo nucleo abitato individuando l’Ocar (=il monte) – come si ritrova nelle Tavole Eugubine – come sede di un insediamento e un’acropoli che si può forse leggere ancora nelle strutture dei sotterranei della Collegiata Santa Maria Assunta. Alcuni tratti di mura, nella parte che guarda a San Vito si reputano risalire al IV sec. a.C. ma sono: le necropoli, tra cui quella di Cerqua Cupa che parlano di una presenza umana ancora più antica, come la presenza di terrecotte architettoniche o ceramiche sempre nei pressi dell’area di Ocriculum, che datano l’insediamento a un’epoca almeno attorno al VII secolo a.C.

Ocriculum nel periodo romano

La prima attestazione di Ocriculum da parte degli autori classici si ha con Tito Livio che – Ab Urbe Condita – IX, 41, 20 – racconta come, dopo la Battaglia di Bevagna nel 308 a.C. gli otricolani vennero accolti tra gli amici di Roma acquisendo un ruolo fondamentale al confine con l’Umbria e la Sabina e punto di snodo per gli scambi lungo la via Flaminia e attraverso il Tevere attraverso il Porto dell’Olio.

Dopo la guerra sociale Ocriculum, in virtù della lex Iulia venne ascritta alla tribù Arniensis e divenne municipio retto da quattuorviri. I monumenti che si conservano come il Teatro, l’Anfiteatro, le Terme e le Grandi Sostruzioni mostrano una vita fiorente basata soprattutto sui commerci e sull’agricoltura. Come a Narni ne fecero un luogo adatto alla villeggiatura: sappiamo che vi possedeva una villa Milone, amico di Cicerone e la ricchissima suocera di Plinio il Giovane Pompea Celerina.

Fu nel dicembre del 69 d.C. che le truppe di Vespasiano, guidate da Antonio Primo, si fermarono proprio a Ocriculum per festeggiare i Saturnalia.

Il 168 d.C. è una data importante per la tradizione di Otricoli: è la data, secondo una vulgata legata a questo Santo, Vittore di Otricoli viene martirizzato in Siria. Il Patrono di Otricoli si festeggia il 14 maggio e la sera precedente si celebra il suggestivo “Sbarco” presso il Porto dell’Olio che rievoca il ritorno della salma nel suo paese natio. Dalla stessa tradizione è nato l’imperdibile evento di rievocazione Ocriculum AD 168 che, ogni ultimo fine settimana di maggio, fa tornare l’area archeologica al tempo di Marco Aurelio.

Otricoli dovette essere attraversata dagli eserciti dei greci e dei goti tra il 542 e il 552: è in questo frangente che si inserisce la tradizione dell’episodio miracoloso del vescovo di Ocriculum Fulgenzio (co-Patrono insieme a San Vittore) che fermò Totila e salvò l’abitato da sicura distruzione.

Con le invasioni longobarde si ritiene che la città lungo il fiume fu completamente distrutta e preferita a quella in altura che troveremo nei primi documenti col nome di castrum Utricoli solo nel VIII secolo.

otricoli-focus
la storia di otricoli
Otricoli dal medioevo a oggi

Dall’VIII secolo il castrum faceva parte del Ducato Romano come castra specialia, nel X secolo è ricordata una donazione di di edifici privati all’Abbazia di Farfa, tra il XII e il XIII secolo cominciarono le scorrerie del vicino comune di Narni che distrusse il castello nel 1215 ma fu costretto dal Papa Innocenzo III a ricostruire le mura.

Le diatribe con Narni proseguirono negli anni successivi e così la stretta relazione con lo Stato Pontificio che utilizzava il castello di Otricoli, come quelli dei centri vicini di Stroncone e San Gemini come avamposti a controllo del territorio di confine.

Nel 1416 Otricoli, e altri castelli, vennero occupati dalle forze di Braccio da Montone e successivamente da quelle di altri capitani di ventura.

Tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo divenne governatore di Otricoli il Cardinale Bernardino Carvajal: fu in quegli anni che fece ristrutturare la Collegiata e, probabilmente, donò il Palazzo Priorale.

Con l’inizio del XVIII secolo iniziarono gli interminabili passaggi di truppe per il territorio, con la fine iniziarono gli scavi archeologici, da parte di Pio VI, che arricchiscono oggi l’Ala Pio Clementina dei Musei Vaticani.

Con la Repubblica Romana del 1798 il territorio di Otricoli fu coinvolto nella battaglia tra francesi e napoletani.

Il 17 marzo 1861 avveniva la proclamazione del nuovo Regno d’Italia e Otricoli venne a far parte, col resto dell’Umbria, dello Stato Italiano. Dal 1927 il paese fa parte della provincia di Terni.

punti di interesse

Cosa vedere a Otricoli e nel suo territorio

Il caratteristico borgo con i portici, poi la salita che porta al centro storico, i vicoli e le piazze, dei panorami mozzafiato poi gli edifici che raccontano la storia di un luogo antichissimo quanto affascinante, questa è Otricoli che si allarga nel suo territorio, dove il Tevere fa da confine, a punti di interesse di assoluto pregio.

L’Area Archeologica di Ocriculum aperta tutto l’anno e a ingresso libero con possibilità di richiedere visite guidate, è una delle più importanti dell’Italia centrale.

Il castello di Poggio di Otricoli e i percorsi che vi si snodano una delle esperienze più suggestive da realizzare.

Un giro per il centro storico di Otricoli

Lasciata l’auto in uno dei tanti parcheggi del paese basso, il paese accoglie il turista all’ombra degli archi che disegnano i portici dell’antico Borgo un tempo ricco di locande e oggi di bar e ristoranti.

L’inizio del giro per il centro storico di Otricoli parte dalla torre medievale e la salita (chiamata “seliciata”) che porta alla Porta Maggiore monumento che divide il borgo dalla castello. Superati i due accessi sulla destra si trova l’antico forno medievale seguito dalla mole di Palazzo Erculei (poi Ruiz de Cardenas), sulla sinistra il complesso del Palazzo del Comune con una piazzetta e l’Antiquarium comunale.

Una volta girati su via Rosella, sulla sinistra, si può ammirare l’ingresso di una delle più antiche strutture di Otricoli: la Chiesa di San Salvatore che conserva all’interno affreschi che vanno dal XIV al XV secolo.

Il giro continua in via Mazzini che lambisce la piazza principale (su cui torneremo più avanti) e il Palazzo Floridi Basilj verso la panoramicissima piazza che si affaccia sui Giardini dell’Ortera con una vista che parte dall’omonimo Teatro all’aperto e spazia verso la valle tiberina.

Lasciando via Mazzini, seguendo un caratteristico vicolo, si entra in un lungo portico integrato nell’antico camminamento delle mura medievali dove, di tanto in tanto, si aprono spazi con viste mozzafiato. Camminando a passo lento si giunge a Porta San Severino, usciti dalla quale un nuovo panorama ci si fa innanzi.

Da qui si risale e, da una nuova suggestiva piazzetta (detta Il Pergolato), si giunge in loc. La Valle dove si possono godere le mura e l’affaccio dalle stesse. 

Piazza della Repubblica è la piazza centrale di Otricoli. Il basamento è realizzato su un antico disegno (oggi ristrutturato) che utilizza i ciottoli del Tevere su cui si affaccia l’antichissima Collegiata di SS. Maria Assunta e i palazzi delle famiglie nobili: Palazzo Papi, Palazzo Vituzj Sacripante, Palazzo Floridi Basilj.

Dalla piazza è bello ridiscendere la via di mezzo, oggi via Vittorio Emanule, dove si può incrociare sulla destra la Chiesa di San Giuseppe da Leonessa e, soprattutto, l’ingresso monumentale – realizzato con materiali di riporto da Ocriculum – al Palazzo Squarti Perla.

Il giro nel centro storico riporta, infine, di nuovo agli archi per rifocillarsi e pensare alla prossima e imperdibile tappa a Ocriculum.

L’Area Archeologica di Ocriculum

Ocriculum è una delle più importanti e vaste aree archeologiche d’Italia. Vi si accede liberamente lasciando l’auto presso il parcheggio posto lungo la via Flaminia. 

Anche se molto ci sarebbe da scavare – il piano antico in alcuni punti supera i 5 metri di profondità – dalle aree in cui si è scavato e dagli edifici pubblici che affiorano imponenti, si capisce la grandezza e la bellezza che doveva avere questo municipio.

Oltrepassato l’ingresso si giunge alla vista di alcuni monumenti funerari che dovevano un tempo adornare l’antica via Flaminia. La visita all’area inizia presso le Terme che ci accolgono coi loro edifici, il più grande dei quali – ottagonale – custodiva il grande mosaico policromo oggi nella Sala Rotonda dei Musei Vaticani. Proseguendo verso un grande pilone (che sta lì a indicarci dove era l’ingresso alla città) si possono ammirare i resti del basolato della Flaminia su cui si ergono due mausolei (link a PDI) e, poco oltre, i resti di un ninfeo.

Dietro le Terme si innalzano le Grandi Sostruzioni forse il monumento più caratteristico del luogo a cui si addossano, di lato, i resti del Teatro Romano. Più a valle il Porto dell’Olio – che in antichità era posto in altro luogo – dominato dalla bella figura della Chiesa di San Vittore.

Il giro nell’area archeologica si conclude, al ritorno, con la visita ai resti dell’Anfiteatro Romano che doveva contenere un congruo numero di spettatori e ospitare i munera, i giochi con gladiatori e animali.

Il territorio del Comune e Poggio di Otricoli

Il territorio del Comune di Otricoli è distinto in due grandi aree: quella nell’intorno dell’abitato, dove è interessante la visita al Castello delle Formiche detto anche Castellaccio; e quella dell’intorno di Poggio di Otricoli, castello ai confini di Calvi dell’Umbria e Narni.

punti di interesse

Cosa vedere a Otricoli e nel suo territorio

Il caratteristico borgo con i portici, poi la salita che porta al centro storico, i vicoli e le piazze, dei panorami mozzafiato poi gli edifici che raccontano la storia di un luogo antichissimo quanto affascinante, questa è Otricoli che si allarga nel suo territorio, dove il Tevere fa da confine, a punti di interesse di assoluto pregio.

L’Area Archeologica di Ocriculum aperta tutto l’anno e a ingresso libero con possibilità di richiedere visite guidate, è una delle più importanti dell’Italia centrale.

Il castello di Poggio di Otricoli e i percorsi che vi si snodano una delle esperienze più suggestive da realizzare.

Un giro per il centro storico di Otricoli

Lasciata l’auto in uno dei tanti parcheggi del paese basso, il paese accoglie il turista all’ombra degli archi che disegnano i portici dell’antico Borgo un tempo ricco di locande e oggi di bar e ristoranti.

L’inizio del giro per il centro storico di Otricoli parte dalla torre medievale e la salita (chiamata “seliciata”) che porta alla Porta Maggiore monumento che divide il borgo dalla castello. Superati i due accessi sulla destra si trova l’antico forno medievale seguito dalla mole di Palazzo Erculei (poi Ruiz de Cardenas), sulla sinistra il complesso del Palazzo del Comune con una piazzetta e l’Antiquarium comunale.

Una volta girati su via Rosella, sulla sinistra, si può ammirare l’ingresso di una delle più antiche strutture di Otricoli: la Chiesa di San Salvatore che conserva all’interno affreschi che vanno dal XIV al XV secolo.

Il giro continua in via Mazzini che lambisce la piazza principale (su cui torneremo più avanti) e il Palazzo Floridi Basilj verso la panoramicissima piazza che si affaccia sui Giardini dell’Ortera con una vista che parte dall’omonimo Teatro all’aperto e spazia verso la valle tiberina.

Lasciando via Mazzini, seguendo un caratteristico vicolo, si entra in un lungo portico integrato nell’antico camminamento delle mura medievali dove, di tanto in tanto, si aprono spazi con viste mozzafiato. Camminando a passo lento si giunge a Porta San Severino, usciti dalla quale un nuovo panorama ci si fa innanzi.

Da qui si risale e, da una nuova suggestiva piazzetta (detta Il Pergolato), si giunge in loc. La Valle dove si possono godere le mura e l’affaccio dalle stesse. 

Piazza della Repubblica è la piazza centrale di Otricoli. Il basamento è realizzato su un antico disegno (oggi ristrutturato) che utilizza i ciottoli del Tevere su cui si affaccia l’antichissima Collegiata di SS. Maria Assunta e i palazzi delle famiglie nobili: Palazzo Papi, Palazzo Vituzj Sacripante, Palazzo Floridi Basilj.

Dalla piazza è bello ridiscendere la via di mezzo, oggi via Vittorio Emanule, dove si può incrociare sulla destra la Chiesa di San Giuseppe da Leonessa e, soprattutto, l’ingresso monumentale – realizzato con materiali di riporto da Ocriculum – al Palazzo Squarti Perla.

Il giro nel centro storico riporta, infine, di nuovo agli archi per rifocillarsi e pensare alla prossima e imperdibile tappa a Ocriculum.

L’Area Archeologica di Ocriculum

Ocriculum è una delle più importanti e vaste aree archeologiche d’Italia. Vi si accede liberamente lasciando l’auto presso il parcheggio posto lungo la via Flaminia. 

Anche se molto ci sarebbe da scavare – il piano antico in alcuni punti supera i 5 metri di profondità – dalle aree in cui si è scavato e dagli edifici pubblici che affiorano imponenti, si capisce la grandezza e la bellezza che doveva avere questo municipio.

Oltrepassato l’ingresso si giunge alla vista di alcuni monumenti funerari che dovevano un tempo adornare l’antica via Flaminia. La visita all’area inizia presso le Terme che ci accolgono coi loro edifici, il più grande dei quali – ottagonale – custodiva il grande mosaico policromo oggi nella Sala Rotonda dei Musei Vaticani. Proseguendo verso un grande pilone (che sta lì a indicarci dove era l’ingresso alla città) si possono ammirare i resti del basolato della Flaminia su cui si ergono due mausolei (link a PDI) e, poco oltre, i resti di un ninfeo.

Dietro le Terme si innalzano le Grandi Sostruzioni forse il monumento più caratteristico del luogo a cui si addossano, di lato, i resti del Teatro Romano. Più a valle il Porto dell’Olio – che in antichità era posto in altro luogo – dominato dalla bella figura della Chiesa di San Vittore.

Il giro nell’area archeologica si conclude, al ritorno, con la visita ai resti dell’Anfiteatro Romano che doveva contenere un congruo numero di spettatori e ospitare i munera, i giochi con gladiatori e animali.

Il territorio del Comune e Poggio di Otricoli

Il territorio del Comune di Otricoli è distinto in due grandi aree: quella nell’intorno dell’abitato, dove è interessante la visita al Castello delle Formiche detto anche Castellaccio; e quella dell’intorno di Poggio di Otricoli, castello ai confini di Calvi dell’Umbria e Narni.

il territorio di otricoli
Itinerari e cammini

Spirituali, naturalistici, sportivi: diverse le passeggiate a piedi o in bicicletta che possono essere godute nel territorio di Otricoli:

  • Sentiero 646 Poggio – Croce di San Valentino un sentiero di circa 4,2 km di difficoltà escursionistica, che da Poggio di Otricoli sale alla Croce di San Valentino nel Comune di Narni con ascensione di circa 250 mt.
  • Sentiero 647 Poggio – Intersezione 656 un sentiero di circa 3,2 km di difficoltà escursionistica, che da Poggio di Otricoli sale all’intersezione col sentiero 656 con ascensione di circa 150 mt.
  • Sentiero 648 Ocriculum – Poggio è uno splendido percorso che parte dall’Area Archeologica di Ocriculum, passa per Otricoli per giungere poi a Poggio di Otricoli attraverso un suggestivo percorso collinare di campagna. Sentiero escursionistico di 9,5 km con ascesa di 200 mt.
  • Sentiero 649 Ocriculum – Guadamello è un bel percorso che parte dall’Area Archeologica di Ocriculum cammina i piani lungo la valle del Tevere per poi risalire verso San Vito e giungere infine nel borgo di Guadamello. Sentiero escursionistico di 8 km con ascesa di 360 mt.

Oltre i sentieri CAI segnaliamo l’Anello Turistico Otricoli-Ocriculum che va dal centro storico di Otricoli all’Area Archeologica di Ocriculum di 6 km che parte dalla visita al centro storico per raggiungere Ocriculum e i suoi luoghi di interesse per poi tornare.

il territorio di otricoli
Itinerari e cammini

Spirituali, naturalistici, sportivi: diverse le passeggiate a piedi o in bicicletta che possono essere godute nel territorio di Otricoli:

  • Sentiero 646 Poggio – Croce di San Valentino un sentiero di circa 4,2 km di difficoltà escursionistica, che da Poggio di Otricoli sale alla Croce di San Valentino nel Comune di Narni con ascensione di circa 250 mt.
  • Sentiero 647 Poggio – Intersezione 656 un sentiero di circa 3,2 km di difficoltà escursionistica, che da Poggio di Otricoli sale all’intersezione col sentiero 656 con ascensione di circa 150 mt.
  • Sentiero 648 Ocriculum – Poggio è uno splendido percorso che parte dall’Area Archeologica di Ocriculum, passa per Otricoli per giungere poi a Poggio di Otricoli attraverso un suggestivo percorso collinare di campagna. Sentiero escursionistico di 9,5 km con ascesa di 200 mt.
  • Sentiero 649 Ocriculum – Guadamello è un bel percorso che parte dall’Area Archeologica di Ocriculum cammina i piani lungo la valle del Tevere per poi risalire verso San Vito e giungere infine nel borgo di Guadamello. Sentiero escursionistico di 8 km con ascesa di 360 mt.

Oltre i sentieri CAI segnaliamo l’Anello Turistico Otricoli-Ocriculum che va dal centro storico di Otricoli all’Area Archeologica di Ocriculum di 6 km che parte dalla visita al centro storico per raggiungere Ocriculum e i suoi luoghi di interesse per poi tornare.

vivere il territorio
Eventi e tradizioni a Otricoli

Diversi e interessanti sono gli eventi che, durante l’anno e in particolare tra la primavera e l’estate, animano il territorio di Otricoli.

La festa spirituale più sentita è quella di San Vittore che si celebra dalla sera del 13 maggio, con il suggestivo “Sbarco” a Porto dell’Olio, e per tutta la settimana successiva; l’evento più importante è quello rievocativo che si svolge nell’ultimo weekend di maggio nell’area archeologica Ocriculum AD 168.

Caratteristico è Vinotricolando che ospita, tra le vie del centro storico, cantine locali e nazionali.

Bellissime, a metà luglio, le Giornate Medioevali che trasformano il castello di Poggio di Otricoli in una magia di costumi e spettacoli medievali.

Dove dormire

Scopri le strutture in cui dormire durante il tuo soggiorno nel borgo.