IL BORGO

Lugnano in Teverina

Non è un caso che col suo caratteristico aspetto medievale, gli angoli pittoreschi e insospettati scorci panoramici con l’ampia veduta che spazia dalla valle del Tevere e i boschi verdi dei monti Amerini, Lugnano in Teverina è uno dei borghi umbri inseriti nel club dei Borghi Più Belli d’Italia.

dal latino Lucus Iani
La storia di Lugnano in Teverina: il bosco a forma di Luna Sacro a Giano

Deve esserci stato un bosco sacro dedicato a Giano sulla collina a 419 metri dove si distende Lugnano in Teverina se il suo nome deriva, con probabilità, dal latino Lucus Iani

E c’erano di certo delle ville rustiche che occupavano la valle e la media collina come quella del II sec. a.C. di Poggio Gramignano che, oltre ad attestare la presenza dei romani nel territorio, col suo riutilizzo come cimitero attorno al VII secolo d.C., sta raccontando che le popolazioni che vivevano il Tevere furono costrette, per sfuggire alla malaria, a trasferirsi proprio sul colle.

dal latino Lucus Iani
La storia di Lugnano in Teverina: il bosco a forma di Luna Sacro a Giano

Deve esserci stato un bosco sacro dedicato a Giano sulla collina a 419 metri dove si distende Lugnano in Teverina se il suo nome deriva, con probabilità, dal latino Lucus Iani

E c’erano di certo delle ville rustiche che occupavano la valle e la media collina come quella del II sec. a.C. di Poggio Gramignano che, oltre ad attestare la presenza dei romani nel territorio, col suo riutilizzo come cimitero attorno al VII secolo d.C., sta raccontando che le popolazioni che vivevano il Tevere furono costrette, per sfuggire alla malaria, a trasferirsi proprio sul colle.

piazza-rocca-belvedere-lugnano-in-teverina
Terra di Lugnano
Lugnano tra Medioevo e Rinascimento

L’alto medioevo vide un progressivo sviluppo sociale dell’abitato che diventò Comune attorno all’anno 1000 sotto il controllo dello Stato Pontificio.

Nei secoli XI e successivi, come defensores della Terra di Lugnano a cui i Papi affidavano la difesa dei loro territorio, vennero indicati signori di Lugnano: duchi di Montemarte, poi nel 1147 i conti Bovaciani di Todi, poi i visconti Guido nel 1204 e Tebaldo Vagliante nel 1216, gi Orsini nei primi anni del XIV secolo e Tommaso di Alviano nel 1370.

Al fianco di Orvieto guelfa ne seguì le sorti soprattutto contro la ghibellina Todi.

Una bolla di Gregorio IX del 1 aprile del 1239 riferisce di una vittoria di Orvieto e Lugnano contro Todi e Amelia.

Il primo nome documentato dalle fonti in un documento del 1290 è Lugnanum Tyburinae.

Ancora nel 1497 nelle diatribe tra le città dell’Umbria meridionale, Bartolomeo d’Alviano entra dalle mura e depreda Lugnano, e il fatto si ripete nel 1502 con protagonisti Bernardino e Aloisio d’Alviano, fratelli di Bartolomeo. Forse proprio per questo e per evitare le continue angherie imposte dalle realtà che la circondavano che, con l’appoggio di Giulio II, Lugnano di dota nel 1508 dello “Statuto della Terra di Lugnano“, con il quale si regolava ogni aspetto della vita sociale e delle relazioni tra i membri della comunità.

Nel 1580, Gregorio XIII confermò l’autonomia comunale.

punti di interesse

Cosa vedere a Lugnano in Teverina

L’intero borgo, caratteristico per la sua impronta medievale racchiude angoli pittoreschi ed offre meravigliosi scorci panoramici che è possibile godere, nell’impianto odierno, partendo dall’alto della piazza che ospitava l’antica rocca.

L’itinerario del centro storico

Venendo da viale Regina Margherita, un bel percorso che offre una splendida vista sulla valle, si giunge oggi in Piazza della Rocca che, oltre a custodire una serie di palazzi di pregevole fattura, offre alla vista uno dei luoghi panoramici più suggestivi di Lugnano.

Camminando sul corso via Umberto I, sulla sinistra si incontra un meraviglioso un giardino con pozzo poi, voltando a sinistra, si giunge nella piazza omonima della Collegiata di Santa Maria Assunta luogo più fotografato di Lugnano in Teverina e meraviglia romanica con all’interno i famosi mosaici cosmateschi.

Visitata la chiesa il giro continua scendendo le scale sul fianco destro dell’edificio di culto fino a giungere a Porta Sant’Antonio un tempo accesso principale alla cittadina e altro luogo di panorami suggestivi dalle mura edificate per ordine di Leone IV alla metà del IX secolo.

Risalendo via Duca degli Abruzzi si può ammirare la facciata dell’ex Convento dell’Annunziata del 1576 fino a giungere in Piazza Marconi, con la Chiesa di Santa Chiara e di fianco la Chiesa di Sant’Andrea

La Camminata nel Centro Storico si conclude tornando verso il centro ancora da via Umberto I e raggiungendo il grazioso Largo Raniero Mengarelli – etruscologo nato proprio a Lugnano – e l’imponente Palazzo del Pennone, oggi sede del Municipio.

punti di interesse

Cosa vedere a Lugnano in Teverina

L’intero borgo, caratteristico per la sua impronta medievale racchiude angoli pittoreschi ed offre meravigliosi scorci panoramici che è possibile godere, nell’impianto odierno, partendo dall’alto della piazza che ospitava l’antica rocca.

L’itinerario del centro storico

Venendo da viale Regina Margherita, un bel percorso che offre una splendida vista sulla valle, si giunge oggi in Piazza della Rocca che, oltre a custodire una serie di palazzi di pregevole fattura, offre alla vista uno dei luoghi panoramici più suggestivi di Lugnano.

Camminando sul corso via Umberto I, sulla sinistra si incontra un meraviglioso un giardino con pozzo poi, voltando a sinistra, si giunge nella piazza omonima della Collegiata di Santa Maria Assunta luogo più fotografato di Lugnano in Teverina e meraviglia romanica con all’interno i famosi mosaici cosmateschi.

Visitata la chiesa il giro continua scendendo le scale sul fianco destro dell’edificio di culto fino a giungere a Porta Sant’Antonio un tempo accesso principale alla cittadina e altro luogo di panorami suggestivi dalle mura edificate per ordine di Leone IV alla metà del IX secolo.

Risalendo via Duca degli Abruzzi si può ammirare la facciata dell’ex Convento dell’Annunziata del 1576 fino a giungere in Piazza Marconi, con la Chiesa di Santa Chiara e di fianco la Chiesa di Sant’Andrea

La Camminata nel Centro Storico si conclude tornando verso il centro ancora da via Umberto I e raggiungendo il grazioso Largo Raniero Mengarelli – etruscologo nato proprio a Lugnano – e l’imponente Palazzo del Pennone, oggi sede del Municipio.

le terre di lugnano
Cosa vedere nelle terre di Lugnano in Teverina

Poco fuori le mura, scendendo via Regina Margherita, in via delle Rimembranze 7, il Museo Civico con sezione dedicata alla villa romana di Poggio Gramignano e quella dedicata alla Grande Guerra.

Sempre a poca distanza dall’abitato i due conventi: il Convento di Sant’Antonio da Padova realizzato dai Cappuccini; e il suggestivo Convento di San Francesco e l’omonima chiesa che conserva un antichissimo affresco sul miracolo che San Francesco compì a Lugnano.

Seguendo la strada Provinciale 33 si può incrociare poi la Chiesa della Maestade e la successiva Fontana del Conicchio, fino a giungere, proseguendo verso in direzione Attigliano nel luogo dove è stata rinvenuta la villa rustica romana, in località Poggio Gramignano.

Proseguendo oltre, si giunge in quei luoghi che presero il nome dal ritrovamento di un’icona della Madonna sul ramo di un albero: la Chiesa di Santa Maria in Ramici costruita nel punto del ritrovamento, i ruderi di una castello omonimo e le Terme di Ramici conosciute da tempi antichissimi e divenute di recente luogo di benessere e tranquillità a pochi passi tra Attigliano e l’Oasi WWF Lago di Alviano.

Interessante, in località Felceti, la Collezione Mondiale degli Ulivi Olea Mundi dove nel 2014 sono stati piantati circa 1200 ulivi, che comprendono oltre 400 diverse cultivar provenienti da tutto il mondo.

le terre di lugnano
Cosa vedere nelle terre di Lugnano in Teverina

Poco fuori le mura, scendendo via Regina Margherita, in via delle Rimembranze 7, il Museo Civico con sezione dedicata alla villa romana di Poggio Gramignano e quella dedicata alla Grande Guerra.

Sempre a poca distanza dall’abitato i due conventi: il Convento di Sant’Antonio da Padova realizzato dai Cappuccini; e il suggestivo Convento di San Francesco e l’omonima chiesa che conserva un antichissimo affresco sul miracolo che San Francesco compì a Lugnano.

Seguendo la strada Provinciale 33 si può incrociare poi la Chiesa della Maestade e la successiva Fontana del Conicchio, fino a giungere, proseguendo verso in direzione Attigliano nel luogo dove è stata rinvenuta la villa rustica romana, in località Poggio Gramignano.

Proseguendo oltre, si giunge in quei luoghi che presero il nome dal ritrovamento di un’icona della Madonna sul ramo di un albero: la Chiesa di Santa Maria in Ramici costruita nel punto del ritrovamento, i ruderi di una castello omonimo e le Terme di Ramici conosciute da tempi antichissimi e divenute di recente luogo di benessere e tranquillità a pochi passi tra Attigliano e l’Oasi WWF Lago di Alviano.

Interessante, in località Felceti, la Collezione Mondiale degli Ulivi Olea Mundi dove nel 2014 sono stati piantati circa 1200 ulivi, che comprendono oltre 400 diverse cultivar provenienti da tutto il mondo.

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