IL BORGO

Penna in Teverina

La sventurata giovinetta cadde nel Tevere e affogò. Restò di lei solo il cappellino ornato da una penna, che continuò a galleggiare sulle placide acque del fiume…

È così che la tradizione narra la nascita di quello che è il più piccolo Comune per estensione dell’Umbria.

Un gioiello di architetture
Penna in Teverina e la sua storia

Adagiata su una sorta di terrazzo natura che si affaccia sulla valle Tiberina, Penna in Teverina è un gioiello di architetture che si erge sul verde del territorio che la circonda.

Penna in Teverina e il periodo Romano

Il suo aspetto è quello di un forte medievale ma le sue origini sono probabilmente più antiche, non fosse già dal nome latino di quella 𝘱𝘪𝘯𝘯𝘢 (=piuma o penna) che oggi è rappresentata in un monumento in bronzo che accoglie colui che risalendo il colle giunge all’ingresso del borgo.

In località Pennavecchia, a sud ovest dell’attuale centro storico, sono stati rinvenuti i resti di quella che doveva essere una villa rustica proprio alla confluenza del torrente Rio Grande col Tevere. Probabilmente il primitivo nucleo urbano si formò nei pressi di un porto fluviale e quello che doveva essere il passaggio dell’antica via Amerina.

La fertilità del terreno con le coltivazioni di vino e olio, la vicinanza con il porto di Seripola e quello successivo di Ocriculum e la facilità dei collegamenti con Roma via fiume e via terra fu probabilmente stimolo alla costruzione di numerose villae.

Presso il Comune di Penna sono conservati due cippi centinati (termini sepulcri) gemelli, rinvenuti in loc. Salzare – poco più a est della villa rustica – che erano destinati a delimitare sul terreno le superfici dell’area funeraria dedicata a Publio Mellutius Crescens databili I sec. d.C.

Un gioiello di architetture
Penna in Teverina e la sua storia

Adagiata su una sorta di terrazzo natura che si affaccia sulla valle Tiberina, Penna in Teverina è un gioiello di architetture che si erge sul verde del territorio che la circonda.

Penna in Teverina e il periodo Romano

Il suo aspetto è quello di un forte medievale ma le sue origini sono probabilmente più antiche, non fosse già dal nome latino di quella 𝘱𝘪𝘯𝘯𝘢 (=piuma o penna) che oggi è rappresentata in un monumento in bronzo che accoglie colui che risalendo il colle giunge all’ingresso del borgo.

In località Pennavecchia, a sud ovest dell’attuale centro storico, sono stati rinvenuti i resti di quella che doveva essere una villa rustica proprio alla confluenza del torrente Rio Grande col Tevere. Probabilmente il primitivo nucleo urbano si formò nei pressi di un porto fluviale e quello che doveva essere il passaggio dell’antica via Amerina.

La fertilità del terreno con le coltivazioni di vino e olio, la vicinanza con il porto di Seripola e quello successivo di Ocriculum e la facilità dei collegamenti con Roma via fiume e via terra fu probabilmente stimolo alla costruzione di numerose villae.

Presso il Comune di Penna sono conservati due cippi centinati (termini sepulcri) gemelli, rinvenuti in loc. Salzare – poco più a est della villa rustica – che erano destinati a delimitare sul terreno le superfici dell’area funeraria dedicata a Publio Mellutius Crescens databili I sec. d.C.

porta-civica-penna-in-teverina
L’ epoca altomedievale
Penna in Teverina, Medioevo e Rinascimento

In epoca altomedievale dovette formarsi un abitato fortificato in funzione strategica per il controllo delle sottostanti vie commerciali via Tevere e via Amerina che poi divenne castello.

Le prime attestazioni risalgono al XII secolo.

Il castello passò diverse vicissitudini, nel 1354 fu occupato dalla Compagnia di Fra’Moriale, nel 1360 fu la volta dei Cappelletti, dopo aver preso Giove, nel 1378 dai brettoni, poi dalle truppe di Nicolò Fortebraccio.

Fu in questa occasione che intervenne Papa Nicolò IV, e con l’aiuto di Francesco Sforza, riprese penna che venne poi assegnata alla nobile casata romana, legata allo Stato Pontificio, degli Orsini.

In possesso degli Orsini, nel 1437 passò sotto la giurisdizione di Amelia, quindi di Perugia, a metà del XV secolo se ne impadronì il conte Everso dell’Anguillara e, infine, dal 1479, passò sotto il dominio diretto della Chiesa, poi dei Colonna.

Durante il periodo della cosiddetta “Cattività Avignonese il Castello fu conteso dagli Orsini e dai Colonna, finché fu lo stesso Stefano Colonna a rivenderlo definitivamente a Gian Corrado Orsini di Mugnano, signore di Bomarzo e condottiero della Repubblica di Venezia il 7 dicembre 1502.

Alla sua morte, Maelerbale Orsini, fratello di Vicino Orsini della vicina Bomarzo, ereditò il castello: fu lui a realizzare interventi sia nel castello che nel territorio di Penna di cui il più celebre doveva esser stato il parco monumentale di Fonte Orsina, di cui è rimasto ben poco.

Alla sua morte, non avendo eredi, il feudo passò a suo fratello.

Solo nel XIX secolo dagli Orsini, le proprietà passarono ai  Marchesi del Gallo di Roccagiovine.

il castello

Cosa vedere a Penna in Teverina: una passeggiata nel Castello

Lasciati auto e orologio fuori la porta, seguendo la lentezza di un tempo ormai passato, è bello immergersi in una passeggiata nel castello.

La Porta, la Piazza e il Presepe de La Penna

Attraversando la Porta Civica si entra nel Rinascimento.

La piazza San Valentino, Patrono di Penna in Teverina, poi la Chiesa di Santa Maria della Neve, e in fondo il Palazzo del Governatore. 

Sotto la piazza, l’attrattiva più sorprendente il magnifico Presepe de La Penna.

La passeggiata lungo le mura e la Terrazza del Belvedere

Camminando si esce fuori le mura e si giunge a una delle torri del castello, risalita la quale si può ammirare un grazioso Museo dell’Arte Contadina, e poi giungere in alto sul belvedere con vista mozzafiato sulla valle Tiberina col Soratte che fa da sfondo.

Il ritorno nel Borgo, il Palazzo Orsini e le Quattro Stagioni

Rientrando da Porta Novella si torna nei vicoli del paese sino a giungere all’entrata interna del Palazzo Orsini, purtroppo attualmente non visitabile.

A pochi metri fuori dalla porta civica, c’è l’entrata monumentale al giardino del palazzo con le cosiddette Panche delle Quattro Stagioni, in cui taluno ha voluto vedere i personaggi più importanti della storia del castello: Vicino Orsini, la moglie Giulia Farnese, il figlio Marzio e il fratello Maerbale signore di Penna in Teverina.

Il centro storico costituisce solo una piccola parte dell’abitato: il resto si allarga al di fuori delle mura, dove sorgono le scuole, il Comune, la palestra i giardini, impianti sportivi e soprattutto un Parco Attrezzato con Area Pic-Nic attrezzato con splendida area pic-nic.

il castello

Cosa vedere a Penna in Teverina: una passeggiata nel Castello

Lasciati auto e orologio fuori la porta, seguendo la lentezza di un tempo ormai passato, è bello immergersi in una passeggiata nel castello.

La Porta, la Piazza e il Presepe de La Penna

Attraversando la Porta Civica si entra nel Rinascimento.

La piazza San Valentino, Patrono di Penna in Teverina, poi la Chiesa di Santa Maria della Neve, e in fondo il Palazzo del Governatore. 

Sotto la piazza, l’attrattiva più sorprendente il magnifico Presepe de La Penna.

La passeggiata lungo le mura e la Terrazza del Belvedere

Camminando si esce fuori le mura e si giunge a una delle torri del castello, risalita la quale si può ammirare un grazioso Museo dell’Arte Contadina, e poi giungere in alto sul belvedere con vista mozzafiato sulla valle Tiberina col Soratte che fa da sfondo.

Il ritorno nel Borgo, il Palazzo Orsini e le Quattro Stagioni

Rientrando da Porta Novella si torna nei vicoli del paese sino a giungere all’entrata interna del Palazzo Orsini, purtroppo attualmente non visitabile.

A pochi metri fuori dalla porta civica, c’è l’entrata monumentale al giardino del palazzo con le cosiddette Panche delle Quattro Stagioni, in cui taluno ha voluto vedere i personaggi più importanti della storia del castello: Vicino Orsini, la moglie Giulia Farnese, il figlio Marzio e il fratello Maerbale signore di Penna in Teverina.

Il centro storico costituisce solo una piccola parte dell’abitato: il resto si allarga al di fuori delle mura, dove sorgono le scuole, il Comune, la palestra i giardini, impianti sportivi e soprattutto un Parco Attrezzato con Area Pic-Nic attrezzato con splendida area pic-nic.

I Mammalocchi e la Solfatara lungo la Via Amerina
I Mammalocchi e la Solfatara lungo la Via Amerina

Lungo la direttrice che da Amelia porta a Penna, quasi a sorprendere chi percorre la strada, la porta monumentale coi Mammalocchi, statue allegoriche che, insieme a quelle dell’ingresso del Palazzo Orsini, dovevano ornare la Fonte Orsina, un parco che Malerbae iniziò a costruire attorno al 1550.

Meraviglia della natura e luogo da visitare, non fosse per il percorso naturalistico appena attrezzato, la Solfatara di Penna in Teverina, si trova lungo il percorso della via Amerina, poco prima che il Rio Grande sfoci nel Tevere.

Cosa vedere nei dintorni di Penna in Teverina
I Mammalocchi e la Solfatara lungo la Via Amerina

Lungo la direttrice che da Amelia porta a Penna, quasi a sorprendere chi percorre la strada, la porta monumentale coi Mammalocchi, statue allegoriche che, insieme a quelle dell’ingresso del Palazzo Orsini, dovevano ornare la Fonte Orsina, un parco che Malerbae iniziò a costruire attorno al 1550.

Meraviglia della natura e luogo da visitare, non fosse per il percorso naturalistico appena attrezzato, la Solfatara di Penna in Teverina, si trova lungo il percorso della via Amerina, poco prima che il Rio Grande sfoci nel Tevere.

vivere il territorio
Penna in Teverina: eventi e tradizioni

Il susseguirsi delle stagioni e la vita agricola legata ad esse, porta il borgo: 

  • a tingersi dei colori della natura di maggio durante l’evento di Penna in Fiore;
  • a colorarsi nel bianco e nel rosso del vino, a inizio ottobre per la tradizionale Festa della Vendemmia.

Dove dormire

Scopri le strutture in cui dormire durante il tuo soggiorno nel borgo.